Home >> Zenlife >> I due vasi. Una storia sulla ricchezza dei propri difetti.
I due vasi. Una storia sulla ricchezza dei propri difetti.

I due vasi. Oggi vi vorrei dedicare questa storia buddista su due secchi. Ritrae in pieno l’idea che la perfezione non è l’unico modo per far del bene. A volte bisogna guardare ai propri difetti per coglierne la ricchezza.

Una portatrice di acqua aveva due grandi secchi che trasportava agganciati alle due estremità  di un palo che teneva sulle spalle. Uno dei due secchi presentava dei fori, mentre l’altro era in perfette condizioni e riusciva a portare tutta l’acqua attinta senza alcuna perdita per strada. Il secchio rotto invece arrivava a destinazione solo mezzo pieno perché una parte di acqua si perdeva durante il trasporto. Il secchio perfetto era orgoglioso del suo lavoro che faceva così bene, mentre l’altro si sentiva mortificato per il fatto che riusciva a compiere in modo così difettoso il proprio servizio. Le cose andarono avanti così per due anni.

Un giorno confidò la propria amarezza alla portatrice e questa le chiese: “Perchè ti senti così sconfortato?” . Il secchio rispose: “In questi due anni sono stato capace di portare a casa del padrone solo la metà del mio carico. Per colpa mia tu devi fare tutto questo lavoro senza riuscire a raccogliere il massimo profitto dai tuoi sforzi”. La donna non cercò di confortare il secchio rotto, ma si limitò a dirgli: “La prossima volta che andremo ad attingere l’acqua ti mostrerò qualcosa”.

E così, di ritorno dalla fonte dove aveva riempito i secchi, la portatrice mostrò al secchio rotto quanti bei fiori c’erano lungo il bordo del viottolo da loro percorso. Il secchio li ammirò e li trovò splendidi, ma quando arrivarono a casa fu di nuovo preso dalla tristezza perchè aveva perso come al solito la metà del suo carico. Allora la portatrice disse al secchio:”Hai visto che i fiori erano solo sul tuo lato del sentiero? Questo perchè io sapevo che perdevi dell’acqua per strada e ho sfruttato questo fatto. Ho seminato i fiori dalla tua parte e così ogni giorno, tornando a casa, tu li hai innaffiato con la tua perdita. Per due anni ho raccolto fiori bellissimi con i quali ho adornato la tavola del padrone. E’ proprio grazie al fatto che sei come sei che questo è potuto avvenire!”

Questa semplice storia ci dice che ciascuno di noi è come il secchio rotto e ha le sue perdite. Non siamo perfetti. Ma la vita può trarre qualcosa di buono anche dalle nostre carenze e far sì che da esse possa scaturire qualcosa di utile per le persone che ci circondano. Anche con le nostre debolezze potremo essere occasione di bellezza sul sentiero che percorriamo.

the author

Writer, Finance, Creative.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Top