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Politiche 2018: Berlusconi guarda già al Colle

Politiche 2018. E’ notizia di questi giorni, l’accordo tra Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e quarto Polo. Si parla di un’intesa di massima su collegi, programma ed incandidabilità. Mentre a sinistra si fa la corsa alla divisione, a destra non si vuole mancare l’appuntamento con una vittoria. Secondo i sondaggi, infatti,  Berlusconi e company, sarebbero ben oltre il 40 per cento. Tuttavia la lettura di quest’accordo va letta sotto diversi aspetti.

Politiche 2018: Berlusconi è incandidabile

Poche ore prima il fatidico incontro di Arcore, Silvio Berlusconi, direttamente dal suo profilo Twitter ha annunciato il logo con cui si sarebbe presentato alle politiche. Ovviamente ha puntato sulla tradizione: Forza Italia – Berlusconi presidente. Negli ambienti politici in molti si sono risentiti di questa scelta. Soprattutto a sinistra. Tuttavia a livello costituzionale questa scelta non comporterebbe nulla. In prima battuta perché la nostra legge elettorale, non consente di eleggere direttamente il premier quindi è una scelta di marketing. In seconda battuta va rilevato che essendo il Parlamento l’unico a decidere di votare la fiducia ad un premier incaricato dal Presidente della Repubblica, non si pone il problema della scritta sul logo. Tutti coloro che parlano di incandidabilità fanno bene ma, il Presidente del Consiglio potrebbe essere scelto da Mattarella nella società civile o tra le segreterie di partito. Renzi insegna.

Politiche 2018: logo Forza Italia, Berlusconi presidente della Repubblica?

Berlusconi sa benissimo che, a meno di clamorose sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo last minute, si potrà ricandidare al massimo dal 2019 e non per le politiche 2018. Quindi perché questa scelta? A parte le scelte di Marketing, c’è qualcos’altro che sarebbe sul tavolo del centrodestra.

A Berlusconi, alla veneranda età di 80 anni non interessa rifare il premier per vedersi gli ultimi anni della sua vita sballottolato a destra ed manca. Berlusconi sta guardando oltre. Alla scadenza del settennato di Sergio Mattarella che ricadrebbe nella prossima legislatura. Ecco perché ha richiamato a sé la coalizione (e anche il quarto polo dei dissidenti del Popolo delle Libertà). Se tutto andasse per il verso giusto, dal 2019 godrebbe dell’elettorato passivo ed attivo. In questo modo potrebbe essere eletto dal Parlamento Presidente della Repubblica dopo Mattarella. Sarebbe questo il suo sogno recondito. Quindi il logo si leggerebbe “Berlusconi Presidente della Repubblica”. Sarebbe questa una lettura politica molto aderente alla realtà? Sicuramente sarebbe la più logica.

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Management Control, Finance and WCM Cost Deployment Pillar Leader. I like writing about current issues.

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